C’è casino, ecco Tonino

Di Manes Enzo
20 Marzo 2003
Lo sceriffo molisano è tornato al primo amore. D’accordo l’aula parlamentare

Lo sceriffo molisano è tornato al primo amore. D’accordo l’aula parlamentare, i tentativi di farsi accettare nel centro-sinistra, il gusto di scoprire la piazza con i Flores e gli Zaccaria, però non sarebbe Antonio Di Pietro se mollasse del tutto la presa. Allora, quando c’è da indignarsi, lui accorre. Il pasticciaccio che ha ridato un po’ di ossigeno all’asfittico Onorevole appartiene agli inciampi che possono capitare. Detto a chiare lettere: la Giunta di Milano non ha fatto una bella figura tentando uno stratagemma per mandare all’aria l’ostruzionismo dell’opposizione che aveva presentato una valanga di emendamenti per impedire l’approvazione del bilancio. Presa con le mani nella marmellata, la questione poteva tranquillamente risolversi con il contributo della politica. Circostanza che all’opposizione seria andava naturalmente bene, dopo il rito delle dichiarazioni dure. Ma la politica, si sa, non è certo il pezzo forte del valoroso sceriffo. Eccolo allora irrompere fumantino a Palazzo Marino. E, in preda ad un piacere irrefrenabile, muovere all’attacco della solita malapolitica che magari perde il pelo, non certo il vizio. Poveretto, pensava fosse il Palazzo di giustizia.

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