Narciso Deaglio
Avvitarsi su se stessi: che gran giramento. Questo mal di testa appartiene a una visione delle cose orientata al pessimismo. Prendete Diario, il settimanale di Enrico Deaglio. Più che un magazine è un luogo di depressione. Sono pagine che pesano (pesanti) dove si riflette e si riflette. Non c’è tempo per capire la realtà, tutto diventa motivo di una irriducibile separazione tra sè e l’altro, dove l’altro è per lo più uno stupido, un volgare, un idiota. Un tempo si sarebbe detto un fascista, tanto per dare un’etichetta che risollevi un po’ il morale molto a terra di questa pattuglia di scrivani intelligenti. Il problema è che Deaglio, Barbacetto e gli altri si piacciono così. Di più: si compiacciono del proprio sguardo un po’ così, tra il cinico e lo snob. E quanto ci provano ad avvolgerti con la propria insoddisfazione. Colonne e colonne di malinconia dove poi germoglia l’insulto, unico momento di liberazione. Quindi il “tu sei un’idiota” funziona alla grande. E il riferimento è al solito cowboy texano. Certo non fanno il tifo per Saddam. Per gli Usa manco pensarlo. Per se stessi: si, sì, sì.
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