La piazza dell’ideologia
Pacifisti non proprio “pacifici”, disobbedienti che sfasciano ambasciate e occupano università, nuovi scioperi indetti dai sindacati, e un forte clima di contrapposizione sociale. Sono alcuni risultati della nuova ideologia “borghese”: se non scendi in piazza, se non vuoi cambiare il sistema, se non elimini il nemico, sei un reazionario o un guerrafondaio. E di fronte all’impotenza e al fallimento del proprio progetto, non rimane altro che sfogare la frustrazione con la violenza. C’è però chi crede che il modo più giusto per “cambiare il mondo” sia la quotidianità di un gesto educativo che compie, per esempio, l’Avsi quando, insieme ai favelados di Bahia, rende più umana la vita di un quartiere di 150mila abitanti; o il Banco Alimentare, che ogni giorno sfama oltre un milione di persone. è il frutto della tradizione cristiana, che non si fonda su un’idea astratta dell’uomo e della realtà, ma che costruisce a partire da quello che già c’è, condividendo i bisogni di chi incontra. Solo così si può sperare di “cambiare il mondo”: è questa la vera rivoluzione.
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