Ha parlato Dio? No, Valentino
Spiace ammetterlo ma Kant c’ha visto giusto. Il buon Immanuel ha relegato Dio nella coscienza del singolo, trasformandolo in un anonimo paladino
del dovere. Scientificamente, per carità. Il limite angusto della sua visibilità è diventato quello della sola ragione. O della ragione sola. Così, oggi, provoca un forte risentimento l’appello del Papa a far finire la guerra in nome di Dio. Ma come può, si dice, una voce che appartiene solo alla sfera più profonda di sé riguardare il mondo intero? Ultimo episodio del dramma che qualcuno definì dell’umanesimo ateo è il commento di Valentino Parlato sulle colonne del Manifesto che prende spunto proprio dai richiami a Dio dei capi politici Usa per giustificare l’intervento in Irak. La cosa gli suona male, non tanto per l’improprio tentativo di Bush (che rimane tale) ma perché vi intravvede un pericolo maggiore, ben più insidioso, di Dio che entra e perciò c’entra con la storia. Una pretesa intollerabile per uno che continua a professarsi illuminista. Si rilassi. La sua visione del mondo, qui in Europa, gode ancora di ottima salute. Una sana e robusta Costituzione.
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