La moda pensa, ma si perde

Di Pavarini Maria Cristina
10 Aprile 2003
Quando matematica ed estetica non vanno d’accordo

Sempre più confusione si fa strada nella moda. Alcune nuove collezioni sono chiari esempi di come sia difficile lanciare messaggi efficaci. Malloni, ad esempio, definisce le sue creazioni come “abiti pensanti”, nel senso di abiti che possono comunicare sensazioni sempre diverse. Può darsi che una gonna, se osservata bene, possa celare un paio di pantaloni e che una giacca possa anche essere usata come pullover, ma questo non basta a convincerci di aver assolutamente bisogno di questi capi. Un altro marchio, Sml, il cui nome prende spunto dalle tre taglie più diffuse, Small, Medium e Large, preferisce proporre pezzi di maglieria in un’unica taglia utilizzabili in modi nuovi, oltre i canoni tradizionali. Progetto di Giovanni Cavagna, presenta sette pezzi in maglia sovrapponibili e abbinabili in 49 combinazioni diverse. Tutto è possibile, ma estetica e matematica non vanno necessariamente d’accordo. L’idea migliore l’ha avuta Siemens con il lancio di Xelibri, collezione di cellulari-gioiello. Per due volte all’anno (Primavera/Estate e Autunno/Inverno), il leader dell’elettronica pensa di poter lanciare una nuova collezione di telefonini.

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