Ho letto Qutb. Ho ucciso tre peshmerga
Quando e perché è diventato terrorista di Ansar al Islam?
«Ho letto libri sul socialismo, ma non mi hanno convinto. Nel ’93, a diciassette anni, sono entrato nel Kdp, il partito democratico curdo: mi pareva interessante la personalità del suo leader, Massoud Barzani. Ho fatto carriera in fretta, due anni dopo ero già un masul rek khraw, con duecento persone ai miei ordini. Ma sbagliavo: l’ho capito leggendo Princìpi islamici del maesto Sayyd Qutb».
Che rapporti ha Ansar al Islam con al Qaeda?
«Sono una cosa sola».
Avevate fabbriche di armi chimiche?
«Gli arabi venuti dall’Afghanistan ci hanno insegnato come prepararle. Basta un piccolo laboratorio, i componenti li trovi al mercato, costano poco. Le puoi usare con un razzo katiuscia, un missile Sam-7 o un mortaio. Persino con una bomba a mano. Certo non sono potenti come quelle di cui disponeva Saddam Hussein».
Per quali motivi decidete di uccidere?
«È scritto nel Corano: Allah dà il paradiso a chi combatte per lui e in suo nome»
Che senso ha la vita dedicata a uccidere?
«Uccidere quei tre peshmerga è stata la cosa migliore che ho fatto nella mia vita. So che è così. Aspetto solo yom el forqan, il giorno della differenza, o del giudizio, come dite voi. Spiega Maometto che la vita di un uomo dura 70-80 anni: dunque quel giorno è vicino, e allora si vedrà».
Stralci da un’intervista comparsa su L’Espresso (Roberto Di Caro, “Uccidere in nome di Allah”, 11.04.03)
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!