Una scuola ponte

Di Tempi
17 Aprile 2003
Per la serie: tutti quegli esperti lasciamoli discutere sulle loro teorie multiculturali, noi intanto ci beviamo un caffè e facciamo qualcosa insieme

Il tentativo è quello di sostenere un modello nuovo: il rispetto delle tradizioni e della cultura d’origine e l’incontro, tramite la frequenza delle scuole dell’obbligo italiane, per comprendere la nostra realtà sociale e culturale. Molti si erano preoccupati per l’ormai famosa querelle della “scuola coranica” di Cremona, dove erano state indirizzate decine di bambine e bambini sottratti all’obbligo scolastico. Un incontro con due cittadini egiziani, che ha poi generato una conoscenza ed una stima reciproca, ha permesso di avviare un progetto da parte della nostra Cooperativa sociale, avvalendosi parzialmente dei finanziamenti regionali, tramite la legge 23/99. Con i due insegnanti “casalinghi” i bambini, dopo aver frequentato la scuola italiana, si ritrovano tre volte a settimana presso la “casa-scuola” dove si preparano, in tutte le materie, anche per dare l’esame annuale presso il consolato egiziano, in modo da mantenere la comprensione della propria lingua madre. Ci sembra un modo concreto per valorizzare e rispettare le proprie origini culturali, senza però isolarsi evitando il contatto con la nostra realtà. Il percorso, avviato da poche settimane, è seguito da una dozzina di minori, in una vera e propria home-school, con il sostegno e la presenza di due docenti italiane in qualità non tanto di mediazione, quanto di facilitatori dell’incontro. Molti genitori stranieri prima preoccupati o sospettosi, (provenienti da Egitto, Tunisia, Marocco) adesso sono contenti del percorso offerto ai loro figli. Ci sembra una piccola ma significativa esperienza concreta che permette di creare ponti anziché contrapposizioni frontali. Valorizzando esperienze frutto di un sano realismo, e persone provenienti da quell’islam moderato che tanti si auspicano di incontrare, ma pochi hanno il coraggio di sostenere nel concreto. Senza facili buonismi di maniera.
(quanto segue è un estratto originale dal progetto presentato in Regione Lombardia e poi finanziato dalla Cooperativa Sociale “L’Umana Avventura” di Cremona).
Nelle Scuole di Cremona si evidenzia una significativa presenza di minori stranieri, alcuni dei quali non ancora inseriti appieno nel contesto sociale locale. Una parte di questi minori per problematiche legate alla situazione familiare, torneranno dopo pochi anni nel loro Paese di origine. L’appartenenza ad una doppia cultura (quella che vivono nella famiglia di origine e quella che incontrano nel nostro Paese) può creare uno squilibrio. Alcune famiglie oscillano tra l’accettazione della nostra realtà culturale e la loro, mentre altre rifiutano a priori, per timore di perdere il legame con la loro cultura di origine, qualsiasi percorso di integrazione. La creazione di una “scuola” islamica ha infatti accentuato questa divisione. Il presente progetto, realizzato con la partecipazione di due docenti mediatori culturali di lingua araba ed egiziana, vuole proporre un modello di educazione interculturale che incentivi la partecipazione dei minori alle nostre scuole dell’obbligo, pur mantenendo un legame con la propria cultura di origine. è un modello che evita contrapposizioni, ma vuole valorizzare tale doppia appartenenza come una ricchezza. I minori provengono da Egitto, Marocco, Tunisia, Algeria.
Finalità e obiettivi:
Favorire il mantenimento di un collegamento con la propria lingua e cultura di origine da parte di minori residenti nel nostro Paese, mediante una “scuola” di tipo familiare condotta da due docenti madre lingua in possesso di titoli adeguati, e contemporaneamente incentivare la frequenza di tali minori presso le nostre scuole, evitando l’inserimento in esperienze educative rigide.
Sintetica descrizione del progetto:
Metodologia: tre incontri alla settimana, della durata di 4 ore, per due gruppi di 6/8 minori per la preparazione dell’esame presso il Consolato Egiziano. Chi si iscrive a questo percorso si impegna alla frequenza della Scuola dell’obbligo. Gli orari sono previsti in modo da evitare qualsiasi sovrapposizione con la Scuola dell’obbligo. I Docenti, madrelingua arabi ed egiziani, seguiranno i due gruppi di minori. L’età va dai 6 ai 12 anni. Le famiglie compartecipano ai costi, con una quota modesta ma significativa dal punto di vista sociale. Per quanto riguarda le materie insegnate il programma è come quello italiano (con lingua araba, inglese, matematica, scienze, storia, geografia) ed al termine dell’anno è prevista la possibilità dell’esame di licenza per l’anno in corso presso il Consolato Egiziano, che permette il reinserimento in caso di rientro nel paese di origine.
Durata dell’intervento: il percorso annuale si sviluppa su 24 ore mensili per tutto l’anno scolastico, per un totale di circa 200 ore complessive.

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