Quando ad invitare al digiuno è il Parlamento
Quasi a smentire una lettura della dimensione pubblica della religiosità negli Usa tutta permeata di accenti fondamentalisti, il 27 marzo scorso il Congresso ha approvato una risoluzione per una giornata di penitenza, preghiera e digiuno per «chiedere a Dio luce, per ottenere una maggiore comprensione dei nostri errori e per capire come possiamo meglio agire nelle nostre attività quotidiane». Ha commentato sul Corriere della Sera Ernesto Galli Della Loggia: «Altro che sicurezza degli Usa di avere Dio dalla propria parte, di cui abbiamo letto, in obbedienza all’immagine caricaturale di un Bush “crociato”! è vero l’opposto. Nelle parole della Camera americana si sente risuonare con accento tutto particolare: vuoi il dubbioso interrogarsi della coscienza, vuoi la consapevolezza della natura umana come qualcosa di inevitabilmente portato all’errore e al male, secondo il nucleo più intimo della visione cristiana».
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