Doposcuola non marginale
Nel quartiere mantovano di Lunetta (abitato in prevalenza da extracomunitari e poveri) il collegio dei docenti ha deciso la chiusura della scuola media “Sacchi”. I motivi sono il numero limitato di alunni e soprattutto il fatto che, per i docenti, la scuola è solo “fonte di marginalità”. Ma non dovrebbe essere proprio la scuola il luogo dove ridurre l’esclusione sociale? Nemmeno una delibera comunale potrà rendere questa scuola un luogo di educazione e di novità. Per questo alcuni amici hanno deciso di rispondere in prima persona organizzando un doposcuola insieme ad associazioni di quartiere, parrocchie e organizzazioni di volontariato. Come avviene già nella periferia di Milano, al Martinengo, dove, in una situazione analoga, un gruppo di suore, insieme a un centinaio di persone, aiutano ogni giorno i ragazzi delle vicine scuole medie nello studio pomeridiano. Forse un piccolo fatto, ma questa iniziativa, nata per condividere il bisogno di studiare, è l’unica possibilità a cui istituzioni, insegnanti e cittadini potranno guardare per ricominciare a educare e, quindi, a costruire.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!