L’acchiappasogni
Quattro amici dotati di poteri straordinari, durante un week-end nei boschi si ritrovano nel bel mezzo di un’invasione aliena.
Esordio nel fanta-horror di Lawrence Kasdan, regista discontinuo ma sempre di un certo interesse (sono suoi Brivido caldo e Il grande freddo), che mette in scena l’ennesimo adattamento da un romanzo di Stephen King. Quattro amici per la pelle ed un week-end tra i boschi sulle ali della nostalgia e del ricordo di un amico che sembra non esserci più. Parte velato da atmosfere malinconiche, L’acchiappasogni, ma prende subito altre strade: quella della fantascienza pura e dura di un’invasione aliena e quella dell’horror più che sanguinolento. Tra una miriade di citazioni (il viaggio nei boschi di Stand by Me; gli alieni buoni di Incontri ravvicinati; l’amicizia di E.T. e le metamorfosi rivoltanti de La Cosa), Kasdan si ricorda di aver firmato lo script di Guerre stellari, e gira un film pieno di colpi di scena e non privo di trovate narrative di un certo effetto (come la resa del protagonista di cui si impossessa l’alieno). Un po’ lungo (137 minuti) e troppo sbrigativo nel finale (si veda il duello tra Freeman e Sizemore), il film ha però dalla sua una sceneggiatura coerente, effetti adeguati allo scopo ed un ritmo che spesso fa gelare il sangue.
Di L. Kasdan
Con M. Freeman, T. Sizemore
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