Assuefazione pacifista, realismo british
Era da Natale che non vedevo mio figlio che ha appena compiuto 21 anni e che, avendo una casa con altri vicino all’Università che frequenta, torna raramente a quella d’origine, cosa di cui sono ben lieta. Così siamo più amici e possiamo chiacchierare di cose serie e non di calzini sporchi e di dormite oltre il mezzodì. «Hai notato» mi dice «come tutti quelli che non si occupano mai di politica, adesso siano diventati antiguerra e come quelli che la guerra non la volevano, da quando è scoppiata, passino il tempo appiccicati allo schermo a contemplarla come drogati con un misto di assuefazione sado-maso-porno-necrofila?». Ovviamente parla della Gran Bretagna, ma mi pare che la cosa calzi anche per l’Italia. «La mia opinione» continua «è che ogni 5 anni abbiamo delle libere elezioni per eleggere chi preferiamo a rappresentarci nel migliore dei modi. Al Primo ministro deleghiamo ogni decisione e abbiamo scelto questo sistema rappresentativo proprio per non occuparci di politica e per non dover prendere decisioni in merito. E soprattutto per non parlarne. Punto e basta. Tony Blair mi piace, è una persona responsabile e intelligente, se ha deciso quel che ha deciso vuol dire che aveva i suoi buoni motivi e tutti noi dobbiamo dargli fiducia». Qui purtroppo non credo che la cosa calzi per l’Italia, anzi. Penso ai talk show sulla guerra-spettacolo in cui tutti credono di aver qualcosa da dire. Mio figlio a 17 anni aveva avuto, com’è giusto, una parentesi di attivismo socialista. Forse l’esser andato per curiosità al G8 di Genova l’ha curato. Ora parla di passare qualche anno nelle Forze Armate dopo l’Università, per fare un’esperienza interessante ed acquisire abilità in più. Se necessario adesso come l’anno scorso, sarebbe pronto a partire per il Golfo o dove ce ne sia bisogno. L’esercito, come la polizia, come il Parlamento, sono strumenti di democrazia in questo paese; qui nessuno ha mai fatto golpe contro una parte del popolo usando strumenti di difesa di tutti. L’esercito e la polizia sono dalla parte del cittadino e non contro di esso e i parlamentari rispondono quotidianamente ai loro elettori adempiendo al loro mandato. I marines e gli aviatori che tornano a casa, come i feretri dei caduti sono salutati da eroi e non da fascisti guerrafondai. I paesi che ancora non sono veramente maturi e democratici, come l’Italia, devono capire che non possono sempre applicare le loro categorie (e le loro esperienze negative) a tutto. Per cambiare le cose bisogna per prima cosa cambiare atteggiamento e modo di vedere. Per questo è essenziale provare a capire il punto di vista e le prospettive di chi la pensa in maniera diversa soprattutto perché è in una realtà diversa!
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