Sussidiarietà è benessere
Per secoli la società si è organizzata in modo autonomo per rispondere ai bisogni degli uomini, specie dei più deboli. Ordini religiosi e confraternite laicali, cooperative e casse di mutuo soccorso cattoliche o socialiste, iniziative umanitarie laiche e religiose hanno per secoli assicurato la cura dei malati, l’istruzione, l’assistenza ai bisognosi. Nel corso del Novecento si è affermata l’idea che queste funzioni competessero allo Stato. Il welfare state è diventato il mito di un’organizzazione capace di assicurare il benessere a tutti i cittadini. Ha fallito, sia perché le strutture hanno raggiunto costi insostenibili, sia perché si è preteso di escludere la motivazione ideale, che invece qui gioca un ruolo determinante. Ma nel frattempo la pretesa statalista ha distrutto quasi completamente la tradizionale capacità della società di organizzarsi da sé. Ci troviamo, dunque, di fronte a una sfida epocale: porre le condizioni perché chi ha motivazioni, energie, idee per rispondere ai bisogni degli uomini possa tornare a farlo, facilitato e non impedito (come è ancora oggi) dalle leggi e dalle strutture dello Stato. Costruire una nuova welfare society, basata sulla fine dell’equivoco sussidiarietà uguale decentramento (trasferire competenze agli enti locali sposta, non risolve i problemi), sulla compresenza e concorrenza di agenti statali, privati a fini di lucro e privati non profit (imprese sociali), sul riconoscimento giuridico e fiscale dello status proprio dell’impresa sociale (non più ridotta ad agenzia di volontariato), sulla generalizzazione del principio del voucher come strumento che permette la libera scelta del cittadino, indipendentemente dal reddito, e che favorirà i soggetti capaci di erogare i servizi migliori. Una proposta complessiva e praticabile, che i maggiori studiosi italiani del tema articolano in questo libro in tutti i suoi risvolti politici, economici, giuridici.
Giorgio Vittadini (a cura di), Liberi di scegliere. Dal welfare state alla welfare society, 421 pp, Etas, euro 25.
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