On. Perry Mason

Di Kurtz
01 Maggio 2003
Lunedì 28 aprile, Camera dei Deputati, va in onda il festival dello sbuffo

Lunedì 28 aprile, Camera dei Deputati, va in onda il festival dello sbuffo. I deputati votano il pdl 718/B; in tre parole, la legge salva-Previti. Via alle danze con batti e ribatti in aula, emendamenti bocciati e interventi a raffica dell’opposizione. Tra le file della Casa delle Libertà in parecchi cominciano a mal sopportare le divagazioni giuridiche che impegnano l’aula. «Ormai la calendarizzazione dell’aula non arriva più dell’Ufficio di Presidenza e dal Servizio Assemblea ma dalla Cancelleria del Tribunale di Milano: ci ritagliamo qualche ora per fare le riforme, il resto del tempo giochiamo a Perry Mason», un deputato. Già, le riforme. Tante quelle promesse nel “Patto con gli italiani”, dal federalismo alle infrastrutture al mercato del lavoro alla giustizia, appunto. Il problema è che l’ultimo punto sta diventando da un lato monopolizzante e dall’altro paralizzante: questo non si può fare perché rischiamo l’accusa di conflitto d’interessi, quest’altro non è il caso perché poi ci si può ritorcere contro e via slalomeggiando tra vizi e virtù. Qualcosa non funziona: o si azzera tutto o si rischia davvero di azzerare tutto. Sofistico? Andate a chiederlo a chi lunedì scorso ha sudato sette camice. E non solo per il caldo. Un vodka-Martini, Sam, prima della sentenza. Ops, del voto finale.

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