Chi cambia chi no
Il Nord del Sud America cambia, il Sud non rischia. Il presidente operaio Lula in Brasile, il golpista bolivariano Chávez in Venezuela, il suo omologo semi-pentito Gutiérrez in Ecuador hanno segnato infatti radicali svolte a sinistra. Ma anche l’indipendente Uribe Vélez in Colombia è stato pompato dalla gente contro gli apparati politici tradizionali, proprio rispondendo alla richiesta popolare di linea dura contro la guerriglia. Mentre in Perù Toledo è il primo indio presidente della repubblica. Ma in Bolivia, invece, è tornato l’ex-presidente Sánchez de Lozada, leader di quel Movimento Nazionalista Rivoluzionario da sempre al centro della scena politica. E assieme al ballottaggio tra i due peronisti in Argentina domenica ha pure confermato il Partito Colorado, al governo in Paraguay da 63 anni. Il Cile e l’Uruguay, gli ultimi Paesi attesi al voto, stanno nella metà sud. In entrambi un ricambio sembrava imminente: a sinistra a Montevideo; a destra a Santiago. Anche lì gli elettori preferiranno non correre rischi?
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