Chi cambia chi no

Di Stefanini Maurizio
01 Maggio 2003
Il Nord del Sud America cambia, il Sud non rischia

Il Nord del Sud America cambia, il Sud non rischia. Il presidente operaio Lula in Brasile, il golpista bolivariano Chávez in Venezuela, il suo omologo semi-pentito Gutiérrez in Ecuador hanno segnato infatti radicali svolte a sinistra. Ma anche l’indipendente Uribe Vélez in Colombia è stato pompato dalla gente contro gli apparati politici tradizionali, proprio rispondendo alla richiesta popolare di linea dura contro la guerriglia. Mentre in Perù Toledo è il primo indio presidente della repubblica. Ma in Bolivia, invece, è tornato l’ex-presidente Sánchez de Lozada, leader di quel Movimento Nazionalista Rivoluzionario da sempre al centro della scena politica. E assieme al ballottaggio tra i due peronisti in Argentina domenica ha pure confermato il Partito Colorado, al governo in Paraguay da 63 anni. Il Cile e l’Uruguay, gli ultimi Paesi attesi al voto, stanno nella metà sud. In entrambi un ricambio sembrava imminente: a sinistra a Montevideo; a destra a Santiago. Anche lì gli elettori preferiranno non correre rischi?

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