Chi c’è in fiera a Torino?

Di Manes Enzo
22 Maggio 2003
L’elefantino ci prova ad invocare un po’ di fair play nelle cose della politica italiana senza che questo comporti indietreggiare di un millimetro dalle proprie convinzioni

L’elefantino ci prova ad invocare un po’ di fair play nelle cose della politica italiana senza che questo comporti indietreggiare di un millimetro dalle proprie convinzioni. Inascoltato. Qui invece ogni occasione è buona per alzare il tiro. E nel mirino sempre e solo un obiettivo sensibile: il presidente del consiglio. Prendete la Fiera del libro di Torino che si appena conclusa. Ogni incontro è stato buono per fare chiarezza. Specie domenica. Nel dì di festa gli organizzatori si sono superati. Si è discusso di problemi dell’informazione con Flores, Santoro, Freccero e Travaglio; si è discusso di problemi della giustizia con Nando Dalla Chiesa e Giancarlo Caselli; si è discusso di problemi della globalizzazione con Vittorio Agnoletto e don Ciotti. Dibattiti colti dove è parso del tutto evidente che l’unico responsabile della cancrena italiana è comunque lui, l’odiato Cav. E poi la sinistra tuona se il premier, candidamente, invita il popolo a stare in guardia, a non farsi suggestionare dai comunisti che le stanno provando proprio tutte per la riconquista del potere.

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