L’Hopa su Brescia
C’è una Brescia che ha fatto del lavoro duro la propria bandiera e c’è una Brescia che preferisce gli affari “mordi e fuggi” e i salotti della finanza. A volte, però, il passaggio dalle lussuose stanze dei consigli d’amministrazione a quelle di tribunale è rapidissimo. È il caso della vicenda che vede protagonisti Emilio Gnutti ed Ettore Lonati, estimatori del sindaco Corsini, condannati nel giugno del 2002 rispettivamente a 8 e 6 mesi di reclusione più il pagamento di 100mila euro e l’interdizione per un anno dai pubblici uffici e da ogni carica amministrativa. L’accusa è di quelle gravi: insider trading. Nessun crucifige, per carità, ma una storia che vale la pena di raccontare. All’inizio del 1999 Emilio Gnutti stava lavorando insieme a Roberto Colaninno alla megascalata a Telecom: un’avventura da 50 miliardi di euro finanziata dal fior fiore dell’imprenditoria bresciana attraverso un gioco di holding a cascata. Al progetto aderiscono anche i Lonati, famiglia cui fa capo un gruppo che fattura più di un miliardo di euro con la produzione di macchinari per calze. I fratelli Lonati entrano in società con Gnutti nel momento in cui questi è impegnato in un’operazione molto più modesta, il riassetto della Cantieri Metallurgici Italiani (Cmi). La Cmi è una piccola società di smaltimento rifiuti pressoché ignorata in Borsa. Tra il febbraio e il marzo del 1999, però, il volume di contrattazioni aumenta improvvisamente di sei volte. Si scoprirà che gli ordini arrivavano dalla Banca Popolare di Milano che rastrellava azioni Cmi per conto di Lonati. Per farne cosa? Semplice, basta attendere poco tempo e la bontà dell’affare si rivela agli occhi di tutti quando la famiglia Falck, cui fa capo la Cmi, annuncia un piano di scorporo degli immobili. Questi asset confluiscono nella Investimenti Immobiliari Lombardi (Iil), una società che dopo uno strano giro finisce sotto il controllo della Hopa, una delle scatole cinesi utilizzate dal duo Gnutti-Colaninno per dare l’assalto a Telecom Italia. E, guarda caso, nel capitale della Hopa sono presenti tanto i Lonati quanto i Falck. Segue la denuncia presso la Procura di Brescia, perché con la scissione i vecchi soci Cmi hanno ricevuto anche azioni della Iil: e queste triplicano di valore non appena si profila il disegno della scalata Telecom poi benedetta da D’Alema (vedi box). Dall’investimento i Lonati hanno guadagnato “soltanto” 320mila euro. Per i bresciani, con l’avventura Telecom e la successiva cessione della stessa a Pirelli, la plusvalenza è invece di 2 miliardi di euro: da qui la condanna per Gnutti e Lonati.
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