Verdi dalla rabbia
A dire basta sono stati gli Afro-americani, stufi, e non da ora, di veder strumentalizzata la questione del razzismo da una sinistra intenta solo a promuovere la propria ideologia. Sabato 10 maggio gli attivisti di una delle più note associazioni per la difesa dei diritti civili, “Core”, sigla del Congresso per l’Uguaglianza Razziale, sono scesi in piazza per manifestare contro Greenpeace. che aveva organizzato una corsa in costume per inscenare l’improvvisa comparsa di una nube tossica. Questa volta, però, gli attivisti di Greenpeace si sono trovati davanti un controcorteo, costituito da americani di colore, anch’essi in costume, che intonavano: «Africa, sì! Greenpeace, no!». Citando come esempio la campagna di Greenpeace per mettere al bando, in tutto il mondo, il Ddt, il più efficace ed economico strumento per combattere la malaria, Niger Innis, il portavoce di Core, ha dichiarato, «A volte ho l’impressione che Greenpeace si preoccupi di più per gli insetti che per gli esseri umani». Gli africani e gli altri paesi sottosviluppati devono poter aspirare ai vantaggi della modernità, sostiene Core, mentre i verdi “ben pasciuti” vogliono mantenerli nella primitività, che perpetua fame, povertà e malattie. «Greenpeace afferma di essere “per la gente”, ma in realtà costituiscono una potente élite del Primo Mondo, i cui progetti mettono i popoli dei Pvs non al primo ma all’ultimo posto».
A colpi di Ddt
Un comunicato stampa di Core rileva che nel mondo ci sono 2 miliardi di persone ancora prive di energia elettrica, di luci, di frigoriferi e di acqua potabile. «Le donne e i bambini si aggirano nel fango per raccogliere lo sterco e usarlo come combustibile», dice il comunicato, che elenca popoli che «muoiono a milioni ogni anno per le malattie polmonari dovute all’inquinamento dell’aria causato da questo tipo di combustibile». Gli impianti nucleari, idroelettrici e di combustibili fossili potrebbero risolvere questi problemi e fornire l’elettricità e la speranza a scuole, ospedali, aziende, industrie e comunità. Ma gli estremisti verdi si oppongono a questi progetti, e dicono ai poveri di accontentarsi di avere dei piccoli pannelli solari sulle loro capanne. «In Africa, la malaria uccide 2 milioni di persone ogni anno», prosegue il comunicato, «e di questi la metà sono bambini. Altri 250 milioni contraggono questa orribile malattia, che costa ai loro Paesi 12 miliardi di dollari all’anno. Il Ddt e gli altri pesticidi, usati in piccole quantità, riescono a ridurre i tassi di malattia e morte per malaria dell’80%. Perfino il New York Times dice che «i paesi ricchi dovrebbero aiutare i paesi poveri con tutti i mezzi a disposizione – compreso il Ddt». Ha dichiarato infine Innis: «Dovremmo vergognarci di mantenere questi fanatici e l’eco-massacro che stanno perpetrando ai danni dei popoli più poveri del mondo». Rick Hind, responsabile di Greenpeace, ha definito le accuse di Core «assolutamente ridicole e non degne di commenti. La manifestazione nel New Jersey fa parte di una tattica per distogliere l’attenzione dagli argomenti che Greenpeace sta trattando». Fondato nel 1942, Core è il più vecchio dei “Quattro Grandi” gruppi di difesa dei diritti civili degli Stati Uniti.
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