Il sovietico Alex

Di Tempi
12 Giugno 2003
Forse la sintesi dell’incontro con Alex Zanottelli, svoltosi sotto l’egida dei catto-arcobaleno

Forse la sintesi dell’incontro con Alex Zanottelli, svoltosi sotto l’egida dei catto-arcobaleno equi e solidali Ds qui a Pesaro, è tutta in una breve battuta di uno dei partecipanti. «Bellissimo. Le cose che ha detto sono eccezionali. Beh, certo che io sono un po’ indietro. Non riesco a fare niente di quello che dice lui». In effetti è difficile osservare le regole di Zanottelli. Non si dovrebbero più usare le banche, il primo comandamento dovrebbe essere “non arricchire”, un altro “non berrò mai Coca Cola multinazionale” e… “attenzione che anche dietro all’acqua si nasconde il grande businness del secolo” (ma questo sembra che anche a Pesaro qualche amministratore l’abbia già capito). Che ci resta da godere nella vita, se non il caffè equo-solidale della cooperativa nicaraguense che costa il doppio di quello del supermercato? Ma nessun uomo vive a partire dal fatto che “non riesce a essere come dovrebbe”. Anzi, tutti viviamo per il contrario, e come possiamo. Studiamo, lavoriamo, facciamo famiglia, mettiamo al mondo i figli e li alleviamo, aiutiamo chi ha bisogno e sentiamo che questo è giusto, è positivo. E dire che una volta anche i preti dicevano queste cose. E le dicevano anche al diessino. E dicevano non di regole, ma di Gesù, proposta per il ricco esattore Matteo, quanto per il ladrone, per l’integro Natanaele, come per la peccatrice Maddalena.

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