28 giorni dopo
Londra, giorni nostri: una banda di animalisti libera scimmie affette da un pericoloso virus. Il loro gesto libertario distruggerà il mondo.
Proteggi la scimmia, il cane e il gatto, il cavallo, il maiale, lo struzzo. Salva dall’estinzione la foca monaca. Ripopola i boschi d’Italia di teneri cinghiali galoppanti. Difendi la vita delle bestie e distruggi l’uomo. E se ti dà fastidio, tronca il respiro al feto che c’è in te: nessuno te ne farà una colpa. Potrebbe essere il testo di una Pubblicità Progresso, ed invece è solo un commento realista per un pessimo film. Direttamente da Danny Boyle, acclamato regista di Trainspotting, poi immediatamente perdutosi per strada (sono inguardabili i suoi Una vita esagerata e The Beach), un film ignobile e senza nerbo. Gli animalisti hanno sulla coscienza l’estinzione dell’umanità: prelevando delle scimmie da un laboratorio di analisi, hanno permesso la propagazione di un virus killer. Quella dei folli che antepongono la vita delle bestie a quella dell’uomo è l’unica idea passabile di un film insano: violenze gratuite ed insopportabili, uomini (infetti e non) ridotti al rango di bestie ed autori di delitti inenarrabili, e, in tutto questo, nemmeno un briciolo di moralità. Boyle, dopo due flop al botteghino, vuole evidentemente rifarsi e sceglie la strada più sicura per accaparrarsi pubblico e sterline: scenari apocalittici, effettacci, montaggio frenetico, musiche bombardanti. Ma il pubblico non è stupido ed il film è troppo sciatto per essere vedibile: dalla fotografia oscura ai limiti della visibilità al cast debole, agli effetti realizzati coi piedi fino alle musiche irritanti. Per non parlare dell’idea di partenza, inflazionata più che mai nel cinema degli ultimi trent’anni, e di un finale che è più osceno di tutti i mostri esibiti durante l’ora e mezza. Troppo facile far ironia sul titolo: la speranza è comunque che non si inizi un ciclo.
di D. Boyle
con C. Eccleston, N. Harris
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!