Un wine bar su ogni treno

Di Massobrio Paolo
03 Luglio 2003
“Vogliamo viaggiare con un bicchiere di vino in mano”

Il treno evoca l’avventura, l’incontro, il dialogo inaspettato, la malinconica visione di un paesaggio. Un treno che parte e un treno che arriva, alla stazione di paese, ha sempre un effetto magico come le diligenze dei film che giungevano sulla piazza. Nei giorni scorsi a Villa Carlotta di Belgirate si è parlato della ristorazione su rotaia e, la cosa più curiosa, è stata scoprire che 100 anni fa erano molto più attrezzati di oggi. Sui mitici “Wagon Lits”, ispiratori di film e romanzi, c’erano il pianoforte, la cappella, la sala ristorante e la biblioteca. Parlare oggi di gusto sui treni è quasi come un “A ridatece un mito”. Pierdomenico Garrone, presidente dell’Enoteca Piemonte e abile uomo di comunicazione, ha sposato la proposta di Papillon: un wine bar su ogni treno a lunga percorrenza, con la possibilità del “piatto di viaggio”, ma che non sia il frutto di un catering o di un fast food. Torni ad essere, invece, l’esercizio di quell’alta cucina di 100 anni fa. «Ma sui treni – ha detto Gianpaolo Sodano, presidente della Eagle Pictures ma anche del Club Papillon della Tuscia – oggi non ci sono nemmeno i giornali e neppure l’attacco di corrente per il computer». Perché chi vuole pagare e avere un servizio non può, dopo quella demagogica uguaglianza (sovietico-comunista!) per cui i passeggeri sono tutti uguali. Che sete di mito. Voglio viaggiare con un bicchiere di Aneri, il Prosecco del Quirinale!
massolon@tin.it

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