Le ganasce Del Turco

Di Ronzoni Emmanuela
03 Luglio 2003
Le ha inventate Ottaviano Del Turco. Visco le ha perfezionate. Sono le ganasce fiscali, disperazione dei Fantozzi d’Italia. Cosa aspetta il liberale Tremonti a eliminarle?

Succede se non hai pagato 30 vecchie mila lire di tassa sui rifiuti del ‘93. O il canone Rai del ‘96 o una sosta vietata del 2000. Succede a migliaia di italiani i quali pensano che sia frutto dello strozzinaggio fiscale del governo Berlusconi. E invece è una delle tipiche eredità dell’Ulivo e in particolare della coppia degli ex ministri delle finanze Ottaviano Del Turco e Vincenzo Visco (vedi box). È una cartella del servizio riscossione tributi blu, di una pagina sola, senza nient’altro in allegato (non un decreto legge, non una delucidazione in merito). C’è scritto: «La sottoscritta Esatri, a seguito dell’art. 86, c.1, del D.P.R. 29/9/1973, n.602, comunica al Signor Tal dei Tali che ha disposto in data 24/9, presso il Pubblico Registro Automobilistico tenuto dall’Aci con sede a Milano, il fermo del veicolo a motore indicato in oggetto. Tale fermo è stato disposto a fronte del recupero del carico tributario scaduto di complessivi euro 1486,28». è la dura legge delle “ganasce elettroniche”. Che dispone «il fermo dei beni mobili dei debitori iscritti nei pubblici registri». Naturalmente, anche l’assicurazione non risponde per chiunque circoli sotto fermo amministrativo, nel caso di un incidente automobilistico. «Io ho ricevuto questa lettera tre giorni dopo che il mio veicolo era stato sequestrato. Quindi, se mi avessero fermato in quegli stessi giorni, avrei dovuto pagare una multa fino a circa 1300 euro con sequestro dell’auto e custodia a pagamento». La raccomandata prosegue: «Si rammenta che il recupero del veicolo potrà avere luogo solo in caso di totale pagamento delle somme dovute dal destinatario della presente». Inizio di un’Odissea in pieno stile buzzatiano. «All’Esatri di via San Gregorio era un delirio: fuori a fare la coda dagli uffici saremo stati circa trecento, se non quattrocento persone. Tutti insieme, perché le “cartelle blu” arrivano a date prestabilite. A uno gli avevano addirittura sequestrato i trattori. Dopo tre ore sono riuscito a farmi dare la schermata delle multe che non avevo pagato: perché nella raccomandata non viene riportato neanche quello. Si deve pagare tutto in contanti. E per il signore dei trattori la cifra era davvero importante… Poi sono andato al Pra, dall’altra parte di Milano, e lì hanno voluto l’attestato di proprietà del veicolo: per riscrivere che era mio sarebbero dovuti passare tre mesi. Ho pagato ancora un sacco di soldi, e hanno trattenuto l’attestato che avrei dovuto in seguito recuperare personalmente. Dopo una ventina di giorni sono tornato all’Esatri – altra coda – a dimostrare che avevo pagato e adempiuto alla prassi: in realtà mi sarebbe dovuta arrivare a casa una lettera in cui mi si autorizzava a riutilizzare la macchina. Bene, la raccomandata è arrivata il 25 novembre 2002: se l’avessi aspettata sarei rimasto fermo per più di un mese. Mi hanno massacrato per aver pagato solo parzialmente una multa del 1991. E mi hanno rimborsato – che ironia! – la somma che avevo versato nel ‘91». La cartella recita «in caso di mancato pagamento saremo costretti ad agire forzosamente nei Suoi confronti per riscuotere le somme dovute»: si prendono davvero sul serio, quelli dell’Esatri, e fanno fare ai malcapitati morosi una fatica infernale. E di persona, perché non si può dare la delega a nessuno. Provate a immaginare l’umore di tutti quelli che, fantozzianamente, hanno perso giorni interi a fare code in balia di una cartella blu, vendicatrice di tributi non versati anni e anni addietro: nell’era globale, il canto del cigno della commedia all’italiana.

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