A 17enne in cerca d’autore non bastano 11 minuti

Di Bardelli Tommaso
10 Luglio 2003
Leggere «è un piacere perché fa sentire vivi, attivi, meglio partecipi e protagonisti nelle scelte...»

Leggere «è un piacere perché fa sentire vivi, attivi, meglio partecipi e protagonisti nelle scelte perché presuppone un rapporto soggettivo e coinvolgente con libri e giornali». Il consiglio del prof. di Italiano a corredo di una montagna di compiti per le vacanze? Peggio. È lo slogan della Pubblicità Progresso, l’ultima frontiera dei “consigli per gli acquisti morali”. Come a dire: non importa “cosa leggi”, basta “che leggi”. Come se Dante o Shakespeare fossero poetici come le Pagine gialle. Comunque, tant’è… Abbiamo solo 17 anni e non vogliamo iniziare così presto a fare i cinici. Così, ansiosi di sentirci «vivi, attivi, meglio partecipi e protagonisti» ci portiamo davanti alla centralissima Libreria Rizzoli. Appena dentro siamo circondati da Undici Minuti, ultima fatica di Paulo Coelho, in bella evidenza sugli scaffali centrali. È il libro del momento, tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tutti ne parlano al Maurizio Costanzo Show. Solo per questo lo evitiamo. Le nostre attenzioni sono rapite da un volume poco distante: La mia vita, la mia storia. Autobiografia di Hillary Rodham Clinton. Sfogliamo: «Hillary racconta il suo impegno volto a migliorare il sistema sanitario (uff.., ndr) e a garantire opportunità economiche ed educative alle fasce più deboli della popolazione americana (strauff…, ndr) ma anche la sua vita di moglie (uff… strauff…)». «Il mio amico Leoluca Orlando…». Tombola. Però 19 euro per un libro di cui leggeremmo solo pochi passaggi sulla “Terza via siciliana” ci sembrano un po’ troppi. Passiamo ad altro: Il galateo moderno, Cristina Parodi. «Ha ancora senso scrivere un biglietto a mano quando la vita corre sul filo delle e-mail? Quali sono le frasi da non dire mai al momento delle presentazioni? Come ci si comporta con un ospite che non si conosce? Quando è possibile passare al “tu”?». Mi illumino di immenso? Delusi e amareggiati per non aver trovato alcunché che ci abbia fatto «sentire vivi, attivi, meglio partecipi e protagonisti nelle scelte», ci portiamo dai concorrenti di Feltrinelli vogliosi di stabilire un «rapporto soggettivo e coinvolgente con libri e giornali». Dopo aver agilmente schivato le centinaia di copie di Coelho siamo bloccati dal muro di carta di Ecco la storia, di Daniel Pennac. «Si tratta della storia di un dittatore agorafobico che, volendo andare a vivere tranquillamente in Europa e sfuggire all’orribile destino predettogli da una maga, sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia, che a sua volta sceglie un sosia». Siamo confusi. Bah, di storie così ne abbiamo già lette su Topolino. Contadino del Mondo, José Bové. Adesso non esageriamo. Poi i soliti noti: Camilleri, Allende, Biagi, Pintor, Ginsborg, Chomsky, Coelho, Coelho, Coelho. A casa ci attacchiamo al telefono svenandoci di interurbane. Cosa si legge nel resto d’Italia? Cerchiamo ispirazione. Bolzano, Napoli, Caltanisetta, Torino, Crotone, Nuoro; non c’è libreria che non ci consigli la solita arcinota lista di autori: Camilleri, Allende, Biagi, Pintor, Ginsborg, Chomsky, Coelho, Coelho, Coelho. Ultimo tentativo: Cartolibreria di Latina. Ci risponde un impiegato: «sicuramente Tutte le barzellette su Francesco Totti raccolte da Francesco Totti». Eureka. «La campagna si propone di vincere la resistenza nei confronti della lettura da parte di coloro che la considerano più come compito riservato agli “intellettuali”, che come arricchimento di conoscenze». (Pubblicità Progresso). Come hanno ragione.

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