Chi siamo, cosa vogliamo

Di Tempi
17 Luglio 2003
Occorre un uomo che sa chi è ed è certo di dove andare

La logica della contrapposizione, spesso animata da una cieca violenza che paralizza la vita e incrina i rapporti, sembra vincente rispetto allo sforzo costruttivo di pacifiche relazioni. Come venirne fuori? Occorre un uomo che sa chi è ed è certo di dove andare. Un uomo, cioè, che desidera, che non si accontenta; che gode dell’oggi ma è già irrequieto per il desiderio di costruire il domani; che segue qualcuno che l’ha risvegliato alla propria umanità e da questo impara continuamente a vivere. Questo uomo è libero di sbagliare mille volte, ma sempre si rialza perché si sente voluto bene. La sua forza è nell’essere rapporto con l’Infinito, per questo vale. Un uomo così si mette insieme ad altri uomini, dice don Giussani, «per strappare agli amici, e se fosse possibile a tutto il mondo, il nulla in cui ogni uomo si trova», così che incontrandolo, «una donna o un uomo, un coetaneo o uno più piccolo, uno si senta come afferrato nel profondo, riscosso dalla sua apparente nullità, debolezza, cattiveria o confusione, e si senta come d’improvviso invitato alle nozze di un principe». La scommessa di “Sandalion” è nel tentativo, come desiderio più che che come realtà compiuta, di descrizione di un’umanità così in azione.
Franco Mascia

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