Caro signor Ministro, caro signor Governatore
Caro Giovanni Alemanno, caro Enzo Ghigo, noi non ci siamo parlati, vero? Vero. Non ci siamo parlati, né ci sono state nei nostri confronti pressioni, smentite, interferenze, per quella copertina con cui scorsa settimana Tempi vi ha, diciamo così, tirato la giacchetta per certa vostra politica in merito agli Ogm. Però ci sono fischiate un po’ le orecchie, vero? Vero. Perché nasconderlo: fatte le debite distinzioni e proporzioni di cariche, ruoli e responsabilità civili, altissime le vostre, marginali ed estravaganti le nostre, abbiamo frequentazioni sociali e simpatie politiche comuni. Normale che ad alcuni sia parsa cosa obiettivamente molto sgradevole la copertina di Tempi della settimana scorsa, così sarcastica, così ad personam. Normale che sia sembrata un attacco (“demonizzazione” protesta Vittadini) violento e frontale per chi non ha ancora fatto l’abitudine al panorama della comunicazione attuale, dove su certe cose, per sfondare luoghi comuni e balle spaziali sedimentati da una pubblicistica parecchio pigra e codina, ogni tanto capita che qualcuno si prenda qualche libertà e qualche rischio di troppo. Magari la libertà e il rischio di apparire grossolani e irriguardosi anche se, come nel nostro caso, l’obiettivo era quello di sollecitare un po’ tutti – politici, intellettuali, giornalisti – a domandarsi: beh, quando li rimettiamo in circolo questi scienziati che oramai vengono facilmente liquidati come «servi delle multinazionali» (vedi qui l’intervista al professor Sala) e ai quali viene di fatto sempre più impedito di offrire consigli alla politica e accedere ai grandi mezzi di comunicazione di massa? Non siamo qui a battere in ritirata. Anzi, siccome siamo persuasi che in Italia di polemica sulle cose serie non ce n’è mai troppa, ma semmai troppo poca, poiché dagli Ogm alla grazia per Sofri, dall’Europa all’amnistia, tutto sembra ormai ridotto a tatticismo politicienne, schermaglia personalistica, sfogo verbale in funzione dei titoli dei quotidiani del giorno dopo, vorremmo prendere in parola chi ci suggerisce di aprire, non di chiudere il dibattito. Per questo, ritenendo che di chiusa per noi c’è solo la polemica ad personam e non avendo noi alcun problema a scusarci qui, pubblicamente, con il ministro Alemanno e il governatore Ghigo nel caso la nostra copertina fosse stata da loro avvertita come una “schulzanata” offensiva, beh, visto che non ci siamo mai parlati, ci auguriamo di poter iniziare a parlarci già nei prossimi giorni. Non per ballare insieme un tango, naturalmente. Ma, ci auguriamo, per averli con noi, il ministro Alemanno e il governatore Ghigo, su questo giornale, a discutere di quelle tematiche ricordate anche qui, settimana scorsa dal professor Salamini, questa dal professor Vittadini, da cui dipende la vita di un popolo. Grazie.
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