Parigi balla da sola
Meno di sei mesi dopo il suo varo, che si fa coincidere con la dichiarazione comune di Chirac, Schroeder e Putin contro l’uso della forza nella crisi irakena dell’11 febbraio scorso a Parigi, l’alleanza strategica fra Francia, Germania e Russia in funzione anti-americana è già finita. Con la Francia che si ritrova a ballare da sola. Il 17 luglio Joschka Fischer, che aspira ad essere promosso non appena possibile da ministro degli Esteri tedesco a ministro degli Esteri della Ue, ha dichiarato che l’Europa del futuro può essere forte solo «insieme agli Stati Uniti, e non come rivale di essi», e che la Germania non desidera affatto un mondo multipolare (più volte evocato da Chirac, de Villepin, Juppé e altri esponenti del governo francese), ma piuttosto un sistema multilaterale più efficiente per trattare sulla base del dialogo e del diritto i problemi internazionali. Il 29 luglio Berlusconi ha incontrato Vladimir Putin, e il premier russo ha lanciato segnali di disponibilità a partecipare alla missione di ricostruzione dell’Irak, senza insistere sulla necessità di una nuova risoluzione del Consiglio della Sicurezza, come fino a quel momento avevano insistito d’intesa francesi e russi. Per Chirac-Napoleone è un’altra Beresina.
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