Libri on the road

Di Pavarini Maria Cristina
07 Agosto 2003
«I libri sono come il denaro: dovrebbero sempre circolare»

«I libri sono come il denaro: dovrebbero sempre circolare». È questa l’opinione di Henry Miller, scrittore americano della beat generation, ma ormai è un’idea condivisa dagli oltre 140.000 bookcrosser (letteralmente “passalibri”) di tutto il mondo. I bookcrosser sono appassionati di letture e s’impegnano a promuovere la libera circolazione di racconti, romanzi, thriller o letture umoristiche. Non stupitevi se trovate un libro in una piazza, un bar o su un treno. Non è per caso, ma è stato registrato su uno dei siti www.bookcrossing.com o www.bookcrossingitalia.cjb.net, porta un’etichetta adesiva di riconoscimento e ogni suo spostamento di viene registrato. Sono oltre 430mila i libri che passano di mano in mano nel mondo. I più letti sono Almost blue di Carlo Lucarelli, About a Boy di Nick Hornby e i bestseller di John Grisham. Il movimento del bookcrossing è nato da un’idea di Ron Hornbaker nel 2001 negli Usa, anche se questo fenomeno si sta diffondendo rapidamente anche nel resto del mondo – gli italiani sono al terzo posto dopo i canadesi. Oltreoceano i “rapitori” di libri chattano molto on-line. In Italia, preferiscono incontrarsi. Miller aveva ragione: «Un libro non solo è un’amico, ma trova degli amici per te».

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