Talebani verdi

Di Tempi
07 Agosto 2003
Assessore di An Vs Ministro di An

Cari amici di Tempi, caro Vittadini
ringrazio per aver sollecitato l’apertura di un dibattito e di un confronto su un tema attuale e controverso, quello degli Ogm. Chiedo di intervenire, da cittadino e politico ma anche da amministratore che ha il compito di fornire risposte immediate e disposizioni precise e condivise.
Pochi conoscono realmente cosa sono gli Ogm e le biotecnologie. Si tratta di mezzi di produzione e strumenti di ricerca, utilizzati in molti ambiti, non solo nell’agricoltura ma anche in altri settori alimentari, nella diagnostica, nella farmaceutica e nella protezione dell’ambiente.
Ci si sofferma però sempre sul loro utilizzo in agricoltura, che consiste in coltivazioni dotate di particolari caratteristiche applicando appunto tecniche di ingegneria genetica (trapianto mirato dei pochi specifici geni necessari) rispetto al tradizionale metodo di incrocio e selezione.
Fino ad ora, la produzione di piante geneticamente modificate si è concentrata sulle grandi produzioni agricole, mais, soia e cotone, ma è allo studio la possibilità di impiego su prodotti della nostra agricoltura che sono caratteristici (come viti pregiate, carciofi, asparagi) ma a rischio a causa di parassiti e di elementi patogeni. La rinuncia allo sviluppo e all’impiego di questa tecnologia implicherebbe di privarci di uno strumento cruciale non solo per la salvaguardia delle varietà a rischio e lo sviluppo di nuovi prodotti, ma anche per la rigenerazione dell’agroindustria tradizionale e la creazione di nuove imprese e competenze di lavoro altamente qualificato.
La Regione Lombardia resta comunque attenta a monitorare i campi in cui sono state trovate concentrazioni di Ogm superiori alla norma (dobbiamo ricordare che le disposizioni della Comunità Europea sono particolarmente severe nella fissazione dei limiti), garantendo il loro riutilizzo energetico e non alimentare, e favorendo anche economicamente i produttori danneggiati.
La questione è però strettamente politica e più vasta, tra sensibilità ambientale e ricerca di un futuro sostenibile. La contemporanea crisi di energia ha riaperto la richiesta di rivedere la posizione dell’Italia sull’energia nucleare, imposta con paure ed allarmismi da un certo mondo ambientalista che è lo stesso che ora sta drammatizzando l’utilizzo degli Ogm. Mi chiedo se sia giusto respingere ed eliminare per paura di effetti nocivi partite di generi alimentari destinati a popolazioni del Terzo Mondo destinandole altresì a morire di fame, se sia giusto criticare la ricerca ma non spendere una parola sulla clonazione di animali e magari umana, se non vi siano interessi di “business” per favorire la produzione e la vendita di alimenti e di cibi cosiddetti “naturali”.
Io ritengo che si debbano evitare generalizzazioni e drammatizzazioni, e valutare attentamente vantaggi e svantaggi, ricercando la sicurezza e il controllo ma anche il progresso, e denunciare gli ostacoli frapposti da certi “talebani” verdi che alimentano paure ingiustificate, premature ed eccessive.
Carlo Borsani, assessore di Alleanza Nazionale alla Sanità della Regione Lombardia

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