Il ’93 visto dall’Elefante
«Gli eroi di questa storia e le comparse, noi compresi, sono anche pupi agiti dalle circostanze e attori di una tragicommedia che ha messo in scena una moltitudine di primedonne, qualche detestabile caratterista gigione, ed è firmata da molti autori e da qualche anonimo. Ma il copione ha una sua logica che solo gli ingenui e i furbi ancora negano, la lotta per il potere. Se il Novecento è stato il secolo breve, per dirla con il fortunato titolo delo storico Eric Hobsbawm, il 1993 italiano è stato l’anno più lungo. (…) Un anno lungo più di un decennio, e ancora non siamo arrivati a dicembre. In genere chi si piega e si definisce in ogni dettaglio non ha niente di importante da dire tranne il fatto che ha intenzione di dire qualcosa. Il che francamente è poco. Preferiamo lasciare che le cose vadano a posto o si confondano per conto loro, perché tra parole e cose c’è sempre una distanza incolmabile e alla fine moriremo tutti di chiacchiere. Ma siamo sicuri di quel verbo al presente scelto da Mattia, garanzia di sprezzatura verso il mito di un’informazione sicura, blindata nella presunzione di verità. Il ’93 siamo noi, e questo basta a spiegare tutto».
Giuliano Ferrara, “Il presente storico per servire un piatto indigesto: il 1993”, Il Foglio, 13 gennaio 2003.
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