Le confessioni di un tempista infedele
«Come nell’oceano un pesce baleno», per rubare una battuta a Zio Paperone, mentre nuota nel mare di monete d’oro radunate nel suo deposito. Così mi sono sempre sentito a Tempi, prezioso foglio corsaro comandato da un tale che non teme la forza dei flutti e ama le rotte controvento. Imbarcato come mozzo per teacher di Zottarelli, dopo quattro anni di libera navigazione, lo scorso settembre, il direttore ha calato una scialuppa, mi ha affidato un barilotto d’acqua dolce e molte provviste, mi ha consegnato un libro di preghiere, polvere e pallottole, e mi ha invitato a esplorare nuovi porti. Così sono approdato, ciellino, in partibus infidelium. Nella redazione, cioè, dell’Infedele Gad Lerner. Un anno di lavoro gomito a gomito in compagnia di tre graziosissime fanciulle, ognuno, per esperienze umane e formazione, profondamente diverso dall’altro. Eppure, caso non proprio ricorrente nella vita, questa diversità ha saputo trasformarsi in ricchezza. Nella piccola ma gagliarda La7, in una nicchia d’ascolti, abbiamo sfidato le leggi della televisione, parlando il sabato sera e in prima serata, di morte, di crocifissione, di comunisti ed ex comunisti, del cortocircuito di una certa sinistra radicale, dell’avanzata islamista e di Israele. Togliendoci qualche piccola soddisfazione, come quella di mandare ripetutamente a tappeto l’ottimo “8 e mezzo” del peso massimo Giuliano Ferrara (ma non se ne dolga l’Elefantino…). Abbiamo tutti condiviso il gusto di essere infedeli. Infedeli, dico, al richiamo dell’ideologia e degli schemi rassicuranti, ma stupidi. Costretti a metterci in gioco, ognuno a dare ragione delle proprie posizioni. Un metodo di lavoro familiare, per uno che arriva da Tempi: l’esercizio della ragione e la curiosità, quella che impedisce di restare tranquilli, di accontentarsi e spinge a capire fino all’ultimo dettaglio. È stato bello riscoprirlo con Gad Lerner. “Non mi avrete”, continua a ripetere Gad, quando qualche cattolico tenta di fargli la corte. Ma intanto è il primo candidato a battere il primato che Adriano Sofri, da Pisa, ha confessato sorridendo: quello di avere ormai «più amici di Cl che di Lc».
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!