Dante per le massaie
Nelle nostre scuole ormai Dante non si studia quasi più. E quei pochi professori che si ostinano a insegnarlo spesso riescono solo a farlo odiare. Ma per Franco Nembrini non è così. Lo ha sempre letto ai suoi studenti, anche a quelli apparentemente più “incolti” degli istituti tecnici o commerciali, con la certezza che abbia qualcosa, anzi molto da dire alla vita di ciascuno, oggi. Lo segnala subito, fin dal primo verso, dove quel «nostra vita» dice che ciò di cui Dante sta iniziando a raccontare è qualcosa che riguarda me, te, tutti. È l’avventura dell’esistenza. È il problema di ognuno: dare un senso, uno scopo, una collocazione a tutti gli aspetti della vita. Guardare la vita dal punto di vista dell’eterno; perché se non è così si sbriciola, si dissolve. Il viaggio dantesco attraverso inferno, purgatorio, paradiso è insomma il cammino di ciascuno che dal male, proprio e del mondo, per la grazia di un incontro può giungere alla purificazione e alla possibilità della felicità. Letto così, Dante affascina. Da un capo all’altro dell’Italia, le lectiones Dantis di Nembrini hanno commosso qualche migliaio di persone. A Bergamo hanno dato vita a una scuola sui generis che da due anni coinvolge più di un centinaio di ragazzi. Un gruppetto di mamme, incuriosite dall’entusiasmo dei figli, gli ha chiesto “perché queste cose le racconti solo agli studenti, e a noi niente?” Così è nata l’idea di “Dante per le massaie”: un ciclo di incontri organizzati dal centro culturale “Sant’Alessandro” di Bergamo perché chiunque, qualunque bagaglio culturale abbia, possa incontrare il grande fiorentino e le sue straordinarie meditazioni sulla vita. Alla ricerca dell’io perduto è la trascrizione, pressoché letterale, di quelle conversazioni. Conserva tutta l’immediatezza dell’esperienza viva e permette a chiunque di riscoprire la poesia dell’Alighieri come un incontro appassionante.
Franco Nembrini, Alla ricerca dell’io perduto: l’umana avventura di Dante, 141 pp. Itaca, euro 10.00
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