Berlusconi c’è e batte un colpo

Di Tempi
01 Ottobre 2003
Ha ascoltato e si è preso finalmente il rischio dell’impopolarità

Ha ascoltato e si è preso finalmente il rischio dell’impopolarità. Non si governa lisciando il pelo alla demagogia. E ci vuole coraggio per metter mano alle pensioni con i sindacati che minacciano tre mesi di sciopero. Però così è, se vi pare. Come scrive l’economista spagnola in copertina, non c’è più spazio per l’ideologia. Piace, della dichiarazione a reti unificate, anche lo stile breve e senza fronzoli. Ha detto che non è una novità, Francia, Germania, Austria stanno facendo la stessa cosa. C’è poco da scherzare con i dati demografici e la spesa pubblica che divorano il Pil. è ora di finirla con le balle di Cofferati, le furbizie di Pezzotta, la retorica del pansindaclismo che non sa distinguere i sogni dalla realtà. Il sistema pensionistico italiano non regge. è cinico mettere sulle spalle dei giovani il buco nero previdenziale e al tempo stesso, in nome dei “diritti” (nostri), condannare (loro) a un’anzianità senza pensioni. Finalmente una grande scommessa sul futuro e una gran bella risposta a chi pensava che il governo avrebbe tirato a campare (a nessuno piace fare riforme impopolari alla vigilia di un triennio di campagne elettorali a ripetizione). Perciò, onore al Cavaliere, se rimarrà fedele all’impresa. E onore alle opposizioni se faranno il loro mestiere senza giocare alla speculazione elettoralistica, ché altrimenti per l’Italia sarà davvero blackout.
Ps: a proposito di blackout. Non più di due settimane fa il nostro giornale che non vive certo di “notizie sensibili” lo aveva previsto e messo in copertina. Non ci vuole un genio per capire che i problemi dell’energia sono analoghi a quelli della previdenza, della scuola, del lavoro, della sanità. Cioè della stessa partita che si sta giocando per de-statalizzare un Paese tenuto sotto scacco da quattro giudici fanatici e da corporazioni protette da ideologizzati conservatori di destra e di sinistra. E i nostri problemi energetici sono tre: dipendenza dall’estero (causa azzeramento del nucleare e terrorismo picologico propagandato da Verdi amici solo dei petrolieri), mancata liberalizzazione del mercato e costruzione di nuove centrali (autorizzate dal governo ma contrastate dai capataz dell’ecologismo sostenitore della dittatura delle minoranze, che ha il potere di bloccare tutto, dalle centrali termoelettriche, alle strade di cui abbiamo bisogno per andare a lavorare e per non soffocare di gas di scarico nei quotidiani ingorghi sulle tangenziali di Mestre e di Milano).

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