A 22 anni in piazza per le riforme

Di Arrigoni Gianluca
01 Ottobre 2003
Parigi. Sabine Hérold ha 22 anni ed è portavoce Liberté, j’écris ton nom, l’associazione che insieme ad altre organizzazini liberali ha dato il via a un movimento che il 15 giugno scorso

Parigi. Sabine Hérold ha 22 anni ed è portavoce Liberté, j’écris ton nom, l’associazione che insieme ad altre organizzazini liberali ha dato il via a un movimento che il 15 giugno scorso, con gran sorpresa delle élite di sinistra padrone della piazza, ha portato nelle vie di Parigi 30mila persone, soprattutto giovani, a sostegno della riforma delle pensioni varata dal governo di centro-destra di Raffarìn.
In un’intervista, ha dichiarato che «la scuola e la società ci formano alla social-democrazia». La tradizione liberale in Francia è davvero scomparsa?
Confermo. La tradizione liberale è stata dimenticata anche a causa dell’ideologizzazione dell’insegnamento praticato da professori di sinistra o di estrema sinistra, com’è il caso nell’Ecole Normale. Più in generale prevale l’idea del predominio intellettuale dell’élite, e non viene presa in considerazione la possibilità che ogni individuo sappia da solo e meglio degli altri quello di cui ha bisogno. Il risultato è che nelle scuole gli insegnanti spiegano ai loro allievi che lo “Stato provvidenza” è la più grande “invenzione” della seconda metà del secolo.
Lei e il suo movimento vi siete mobilitati in difesa della riforma delle pensioni e contro gli scioperi dei sindacati. è sufficiente per cambiare la Francia?
No. La stessa riforma delle pensioni, che pur abbiamo sostenuto in mancanza di meglio, non risolve in realtà che un terzo del problema del finanziamento delle pensioni e non tocca i regimi pensionistici speciali, come quello dei ferrovieri. Vedremo cosa succederà con la riforma della “Securité sociale” (il sistema che gestisce le spese per la sanità, ndr), che ha un deficit colossale (stimato globalmente, per il 2003, a 30 miliardi di euro, ndr) ma il rischio è che le riforme necessarie non vengano fatte e ricominci il letargo. Di cose da cambiare ce ne sono molte, non solo nel sistema pensionistico o nella gestione della “Securité sociale”. La scuola, per esempio, andrebbe sottratta al dominio dei sindacati di estrema sinistra che dettano legge e la Carte scolaire andrebbe abolita (la Carte scolaire indica la scuola assegnata agli allievi in funzione del loro luogo di residenza, ndr).
Se i sindacati dovessero ancora “prendere in ostaggio” il paese con scioperi a ripetizione, il suo movimento scenderà di nuovo in piazza?
Certamente. Anche se speriamo non sia necessario perché alla “piazza” preferiamo comunque il dialogo e la discussione.

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