«Una rinuncia falsamente neutrale»
«… nel contesto del costituzionalismo europeo io ritengo che il riferimento al Cristianesimo o alla religione, non solo non sia da escludere, ma anzi sia indispensabile. è da notare che questa idea non è espressione di una mia preferenza religiosa, e neppure del mio parere su che cosa sia meglio per l’Europa; bensì è la conclusione della mia analisi costituzionale, ed è ciò che proprio il costituzionalismo europeo sembra richiedere. (…) Uno Stato che rinunci ad ogni simbologia religiosa non rappresenta una posizione più neutrale di uno Stato che aderisca a determinate forme di simbologia religiosa. (…) Pertanto, escludere la sensibilità religiosa dal Preambolo non è più realmente un’operazione agnostica, non ha nulla a che vedere con la neutralità. Significa semplicemente privilegiare, nella simbologia dello Stato, una visione del mondo rispetto ad un’altra, facendo passare tutto questo per neutralità. Sarebbe come scegliere di garantire, nelle disposizioni di diritto costituzionale positivo, soltanto la libertà dalla religione e non anche la libertà religiosa».
Joseph H. H. Weiler, costituzionalista ebreo, Un’Europa cristiana –
Un saggio esplorativo, pp. 29 e 42.
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