I 4mila ebrei salvati dai cattolici
Il Coordinamento storici religiosi ha presentato a Roma il 26 settembre, durante il convegno “Povertà e ricchezza di una storia nascosta”, uno studio secondo cui furono 4.329 gli ebrei salvati dai cattolici fra il 1943 e il 1944. Su un totale di diecimila iscritti alla comunità ebraica, ne furono salvati, dunque, un po’ meno della metà. Secondo suor Grazia Loparco, docente di Storia della Chiesa al Pontificio Ateneo Auxilium, e vicepresidente del coordinamento, il numero «è per difetto». Lo studio si basa sulle cronache del tempo (Avvenire in data 25.09.03, ha pubblicato una tabella dove, istituto per istituto, sono riportati i numeri delle persone salvate) smontando quei pregiudizi pseudoscientifici che vorrebbero i cattolici (e papa Pio XII) “amici di Hitler”. In realtà, come spiegato nel convegno, alle donne fu fatto indossare l’abito religioso, i maschi fatti passare per chierici, nei collegi i bambini ricevettero documenti di alunni di anni precedenti. A rischio di persecuzione molti cattolici salvarono famiglie intere di ebrei. E, ha sottolineato suor Grazia, «Nei casi in cui ci fu una conversione, dai racconti emerge che fu una scelta libera scaturita dalla testimonianza di fede e amore che quelle persone avevano trovato».
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