La Stasi dell’Ue?
Il mandato di cattura europeo? “Liberticida” sostiene Carlo Alberto Agnoli, presidente del Tribunale dei minori di Trento. Secondo Agnoli, che affida la sua denuncia a un saggio fresco di stampa (significativo il titolo: Prospettiva Gulag, Costituzione addio) potrebbe presto accadere che «un giudice di Amsterdam chieda l’arresto di un cittadino italiano per un reato che è tale solo per la legge olandese». Non solo. Agnoli fa eco al sospetto che si possa attuare un uso distorto e politicizzato della giustizia. Specie con reati come il “razzismo” e la “xenofobia”. Perché? Perché il mandato di cattura europeo prevede 32 fattispecie molto generiche. E poi perché la Ue finanzia organismi da Grande Fratello del “politicamente corretto” (come il Raxen, che ha sede a Vienna, vedi www.raxen.de.) che di fatto sono osservatori politici sui comportamenti non in sintonia con gli orientamenti del relativismo culturale. è per questo che, fiutato il pericolo, il ministro della Giustizia Roberto Castelli sta muovendosi di concerto con i ministri di Gran Bretagna e Austria che hanno espresso preoccupazioni analoghe per bloccare il progetto di una giustizia politicizzata su scala europea e migliorare il protocollo d’intesa Ue.
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