Sussidiarietà bipartisan

Di Raimondi Luca
08 Ottobre 2003
È sempre più desolante assistere al dibattito politico italiano. Chiunque, in parlamento e fuori

È sempre più desolante assistere al dibattito politico italiano. Chiunque, in parlamento e fuori, dice di volere le riforme, quelle serie, strutturali, ma nessuno se ne fa carico. Piuttosto, di fronte ai veri problemi del paese si è soliti dare la caccia al colpevole e non ragionare insieme su possibili soluzioni. Due fatti eclatanti: il blackout e la riforma delle pensioni. L’opposizione si scaglia contro Berlusconi accusandolo di avere “tranciato” i cavi dell’alta tensione e di voler “togliere” le pensioni. è un modo come un altro per lavarsi le mani da ogni responsabilità, l’esatto contrario di quello che dovrebbe fare un politico, anche d’opposizione. Bisognerebbe forse che i due schieramenti, almeno su temi cruciali, mettessero a tema il bene di tutti. è solo fantapolitica? Forse no. Il 22 settembre si è riunito per la prima volta l’Intergruppo per la Sussidiarietà, formato da 242 parlamentari di tutti i partiti che si sono confrontati sulle necessità reali del paese, con la volontà di formulare proposte concrete di riforma. Potrebbe essere questa la soluzione per non ritrovarsi improvvisamente “al buio”.

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