LE VACANZE DI NAOMI KLEIN COI SOLDI DELL'”ESPRESSO”
Alzi la mano chi non conosce il logo di No logo. Lettere bold, bianche e rosse, su un’elegante copertina nera, targata Baldini e Castoldi. L’autrice, Naomi Klein, è una giornalista canadese poco più che trentenne. Dapprima schiava, dice lei, e poi ribelle della griffe.
«Ho sofferto sulla mia pelle la tirannia del marchio fino agli anni dell’università… Ne sono uscita con grande sforzo, come un tossicodipendente che si libera dalla droga». Purtroppo, non dice come. Fa nulla: No logo e il suo libro successivo, Recinti e finestre, sono letture obbligate per ogni No global che si rispetti.
Durante le numerose presentazioni pubbliche, la Klein ha sfoggiato prosa affettata e pose studiate. Il successo le ha procurato, tra l’altro, una ben remunerata collaborazione con l’Espresso, grazie alla quale soggiorna in amene località sudamericane. Pare che i redattori del settimanale romano debbano puntualmente “rivederle” i pezzi, vista la scarsa attinenza con la realtà d’un mondo che, mannaggia, ancora non ha mutato volto.
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