Buongiorno, notte

Di Simone Fortunato
08 Ottobre 2003
“Un film troppo perfetto ed elitario”

Il rapimento Moro visto attraverso gli occhi di una terrorista.
Un film calligrafico, elitario, d’autore. Calligrafico, perché Buongiorno, notte è un film attentissimo alla forma, anche troppo: dalla fotografia alla direzione degli attori, dalla colonna sonora al montaggio, tutto fila e la confezione è buona, ma anche artificiosa e vuota. Si dice poco del rapimento Moro, mentre si parla bene un po’ di tutti e non ci si espone mai: dalla rappresentazione santificata dello statista, ai giudizi teneri su classe dirigente e terrorismo. Elitario, perché è un film pensato, scritto e diretto per i cinefili snob. Per quelli che credono che ci sia un cinema di serie A (progressista, moralista, laico) davanti a cui inginocchiarsi, e filmetti di serie Z, da dare in pasto al popolo bue, che nulla capisce nella foga di ruminare pop corn. Un film ermetico, perché non possa essere contaminato dagli occhi del volgo semplice, denso di simboli incomprensibili e situazioni sfuggenti (come l’odioso cammeo del regista stesso). Un film d’Autore, in cui il regista, come un maestro di cerimonie, non la smette mai di ostentare la propria abilità. Buongiorno, notte non è un film qualsiasi, da vedere in compagnia. è una cerimonia laica, solo per adepti e fans del nuovo Vate di inizio Millennio.
di M. Bellocchio
con M. Sansa, L. Lo Cascio

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