Sogni olimpici in frantumi

Di Galietti Francesco
16 Ottobre 2003
Mercoledì 8 ottobre il Comitato Olimpico Tedesco (Nok) ha comunicato per bocca del suo Presidente le dimissioni

Mercoledì 8 ottobre il Comitato Olimpico Tedesco (Nok) ha comunicato per bocca del suo Presidente le dimissioni del suo Amministratore delegato Dirck Thaerichen. Dimissioni che seguono la pubblicazione, da parte del quotidiano Die Welt, di un dossier sul servizio svolto da Thaerichen nel reggimento “Feliks Dzierzynski”, uno dei reparti d’élite del famigerato Ministero per la sicurezza di Stato della ex Ddr. Era già da tempo che la Commissione Birthler (quella che si occupa anche del dossier Rosenholz) era in possesso del fascicolo relativo a Thaerichen e lo stesso sindaco di Lipsia (la città tedesca dove è insediato il comitato olimpico e candidata assieme a Rostock ad ospitare i giochi del 2012) ne era al corrente. Ma il sindaco di Lipsia, il socialdemocratico Wolfgang Thiefensee, aveva preferito tacere per evitare “eccessi di aggressività” da parte dei media. Due settimane fa, però, intuendo che il caso rischiava di scoppiargli in mano, Thiefensee si è deciso a convocare una conferenza stampa che ha dato il via a rivelazioni a catena che minacciano di spazzar via l’intero comitato olimpionico tedesco. Joachim Lohse, membro del consiglio di sorveglianza del comitato promotore economico di “Lipsia 2012” si è dovuto dimettere in seguito all’accusa di spionaggio per conto della Stasi. E con Lohse – che a quanto pare è stato “collaboratore informale” della Stasi con il nome in codice Regisseur (regista) fin dal 1971 – si è dovuto dimettere anche il suo collega ed ex informatore Stasi Harald Lochotzke. Settimana scorsa si è anche appreso che il comitato promotore ha licenziato in tutto silenzio Volker Mattausch, altro ex collaboratore del ministero della Difesa della Ddr. Mattausch era stato nominato organizzatore della festa della ginnastica tedesca (Deutsches Turnfest). Un’altra poderosa spallata alle velleità olimpiche di Lipsia e Rostock l’ha assestata la notizia secondo cui anche il sindaco socialdemocratico di Rostock sarebbe stato un assiduo frequentatore della Stasi. Di fronte a quest’ondata di dimissioni il ministro dell’Interno, Otto Schily, ha convocato una riunione d’emergenza del comitato olimpico. E pare che il ministro abbia raccomandato “responsabilità” anche agli editori dei media tedeschi. Non è una bella pubblicità per la Germania (e soprattutto per il governo Schroeder) che si diffonda all’estero la eco di questi imbarazzanti casi di ex spie dell’est arrivate ai vertici di illustri istituzioni tedesche.

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