Il vantaggio di parlare il milanese
Guardavo le feste ferrariste senza appassionarmi, mi sono perfino confuso con la marcia di Assisi, con tutte quelle bandiere rosse di qui e di là. Il rombo del motore non mi ha mai fatto fremere, sarà per quell’unico gran premio della mia vita in cui avevo pure il mal di denti e non riuscivo a capire dove si potesse mangiare qualcosa. Avrò subito un trauma? Chissà. E poi, anche se è quasi blasfemo domandarlo in questo Paese dove si perdona tutto a chi vince, mi chiedo come mai Schumacher non parli come noi. Pura curiosità scientifica. Il mio amico Hansi Muller – ex giocatore dell’Inter – dopo pochi mesi all’Inter, parlava non solo italiano ma perfino dialetto milanese. Senza arrivare ai suoi picchi, tutti i tedeschi piovuti in Italia per il football hanno imparato la lingua locale con estrema facilità e ancora adesso è possibile avere un rapporto con loro. Perché Schumacher parla inglese? Ha vinto nulla, ma io preferisco Hansi, almeno lo posso mandare a dar via i ciapp. Un bel vantaggio.
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