Francia vs Usa. In tribunale (per ora)

Di Arrigoni Gianluca
16 Ottobre 2003
“Rappresaglie giudiziarie fra francesi e americani”

Mercoledì 8 ottobre il settimanale francese Le Canard enchainé ha rivelato che gli Stati Uniti hanno chiesto alla Francia l’estradizione dell’ex presidente della banca francese Crédit Lyonnais, Jean-Yves Haberer, del direttore generale della stessa banca, François Gille, di Jean-François Hénin, direttore di Altus Finance, filiale del Crédit Lyonnais, e di Emmanuel Cueff, segretario generale di Artémis, la holding di François Pinault, una delle personalità dell’economia francese e titolare del gruppo PinaultPrintempsRedoute. Il procuratore generale della California, Debra Yang, accusa i quattro di aver partecipato tra il 1991 e il 1993 all’acquisto, illegale per una banca, di una compagnia di assicurazioni, la Executive Life. Le quattro persone indagate dalla giustizia americana non erano comprese nell’accordo, non ancora firmato dalle parti, in seguito al quale il governo francese e il Crédit Lyonnais avevano accettato di dichiararsi colpevoli e di pagare un’ammenda di 580 milioni di euro mettendo un termine alla parte penale del dossier. Quasi in risposta all’iniziativa della giustizia americana i magistrati francesi sembrano mirare al vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney. I fatti risalgono al 1995, quando in Nigeria viene deciso di avviare a Bonny Island un progetto per costruire una unità di liquefazione di gas. La sua realizzazione viene affidata alla Tskj (una joint-venture alla quale partecipano tra gli altri l’americana Kellog Brown and Root, filiale di Halliburton all’epoca presieduta dall’attuale vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney) e la francese Technip, il cui direttore all’epoca dei fatti, il francese Georges Krammer, rivelando l’esistenza di fondi neri, è all’origine dell’inchiesta della magistratura francese. Anche il filogovernativo quotidiano francese Le Figaro sospetta una ritorsione.

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