Starnazzi e Faletti
Lo sapete,no? È normale che la maggioranza di popolo che vota Berlusconi venga insultata ogni giorno dagli intellettuali della sinistra perbene, specializzati nel denigrare l’Italia all’estero. Ecco i loro ultimi starnazzi al settimanale della sinistra newyorkese: «il potere di Berlusconi su cosa gli italiani pensano di pensare, è schiacciante». Addirittura! Noi pensiamo di pensare, mentre l’élite di sinistra pensa sul serio, non è così? È o non è l’Italia quel posto di barbari, come dice un’antropologa diessina al New Yorker, dove «la sinistra parla un linguaggio elegante, mentre adesso il linguaggio che unisce gli italiani è quello della televisione di Berlusconi»? Però a volte Internet, oltre che utile, è anche divertente. Prendete gli irriverenti giudizi pubblicati su Internet Bookshop (Ibs) in merito a un libro cult. «Semplicemente… avvilente. Trama banale e noiosa, personaggi stereotipati e una prosa a dir poco “imbarazzante”… “errori, o meglio, orrori sintattici”… “Prolisso fino alla noia… personaggi che sembrano di cartone… ambientazione da turista della riviera”… “un libro irritante… un libro DE PAURA”… “che abbia usato una fotocopiatrice per copiare i thriller americani? Forse dovrebbe cambiare marca; la copia non gli è riuscita molto bene”… “terrificanti stereotipi”… “mi viene un moto di disgusto per chi pubblica un libro così inutile… non vale la carta su cui è stampato», e così via per decine di pagine. Pagine dedicate, questo è il punto, non all’infelice fatica di un illetterato esordiente, ma al volume che, negli ultimi mesi, ha battuto ogni record di vendite: Io uccido, di Giorgio Faletti. Chi dice 700.000, chi 800.000, chi un milione. È stata (è tuttora) una marea montante che ha sommerso librerie e supermercati, autogrill e aeroporti; un vero e proprio caso editoriale. Ma come è possibile che un volume giudicato in modo così poco lusinghiero dagli attenti lettori che confidano i loro giudizi a Ibs raggiunga tali livelli di vendita e contenda i primati di Totti e dei comici di Zelig? La spiegazione, sempre su Ibs, qualche passo più in là: il libro ha avuto «una promozione che riuscirebbe a far raggiungere il primo posto anche alla lista della spesa di mia nonna». A intonar l’orchestra della promozione, Antonio D’Orrico, capocritico letterario di Sette, che, senza pudori e rossori, si è spinto a dichiarare Faletti «il maggior scrittore italiano del ‘900». Dopo di lui un diluvio di recensioni, interviste, comparsate televisive, e tutto l’armamentario di una campagna propagandistica senza eguali, accompagnata da una pressione distributiva pure senza eguali. Ma a quale scopo tale mobilitazione “come un cuor solo” della critica militante e della confraternita della comunicazione/intrattenimento massmarketoriented? Mistero che forse si illumina considerando la casa editrice: Baldini Castoldi Dalai. Sì, proprio la stessa Baldini e Castoldi che non marginale ruolo ha nella nuova Unità furiocolombiana.
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