Il mite giacobino Galante? Un mito
Da bambina lo sentivo come nome ricorrente nei racconti dei miei e dei loro amici azionisti: Galante Garrone, più spesso Sandro. Poi fu il padre di Giovanna, compagna del Liceo D’Azeglio. Poi il professore. Fa parte di me, come la pioggia e il sole fanno parte di un albero; è il mio retroterra torinese, la mia educazione, la mia cultura, il mio passato. Ma anche il mio presente e il mio futuro. E mi dà molto fastidio il modo acritico in cui incensatori e detrattori lo ricordano perché la critica, non nel senso di fare le pulci, ma in quello etimologico di discernere, è la lezione più grande che il miglior Galante Garrone ci ha trasmesso. Tutto il resto è vuota retorica. Mite non era – era un piemontese educato ma durissimo all’occorrenza – infallibile ancor meno, pronto a sporcarsi entrando nella mischia – intellettuale beninteso – sì; pronto a rischiare e pagar di persona senz’altro.
Forse una metafora per Torino, il Piemonte, quello più vero, più schivo la cui antipatia per Forza Italia è soprattutto di pelle, con il suo inventore così lombardo, così volgare nell’ostentazione della ricchezza, così esibizionista per un popolo di cui perfino il più ricco, Agnelli, girava in Panda… E quella per Roma non è certo alla padana, ne è solo intolleranza ai sughi alle vongole o alla breccia di Porta Pia ricementata da un altro demagogo volgarone. è antico risentimento da superiori vinti. L’Italia si è vendicata conquistando il Piemonte che si è chiuso in disdegno subalpino; Però isolandosi nelle proprie certezze e nella propria superiorità intellettuale e morale i migliori hanno commesso l’errore di non guardare e quindi non capire. Il fatto che Galante Garrone si facesse o si lasciasse chiamare “giacobino” spiega tutto. Dalle esplosioni dovute a troppa pressione del vetusto e della repressione non nasce mai niente di buono, che sia la rivoluzione francese o russa o in piccolo, il ’68. Il vero liberalesimo è uno solo, quello inglese che di sè ha permeato le vere salde democrazie di lunga data, che in Europa sono regni (Regno Unito, Olanda, Scandinavia) e altrove sono ex colonie (Canada, Usa, Australia, Nuova Zelanda…). Su di esso si fonda la rappresentatività parlamentare che è una lunga graduale conquista e non ha nulla a che fare con l’illusoria libertà del giorno dopo la presa della Bastiglia o del Palazzo d’Inverno. A cui immancabilmente seguono i Napoleoni e gli Stalin. Per me Galante Garrone resta un Maestro che razzolava bene e, negli ultimi vent’anni, perso il treno come molta sinistra e molto Piemonte, ha preso cantonate e predicava meno bene. O forse la colpa è nostra. Dopo una certa età dovremmo smettere di dipendere dai vecchi per quanto grandi e lasciargli vivere in pace la meritata pensione.
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