Violante fa teatro. Con Tuti
Il 20 novembre prossimo l’ex terrorista nero Mario Tuti discuterà per l’ennesima volta la richiesta di semilibertà. E dopo trent’anni di prigione si spera che, come giustamente è accaduto per gran parte dei militanti delle vecchie Br, anche a lui sia concessa. I lettori di Tempi ricorderanno i suoi interventi dal carcere. Fa piacere che se ne ricordi anche lui. Settimana scorsa ci ha chiamato in redazione. Ci sono novità: se il tribunale gli concederà la semilibertà, andrà a Tarquinia, a lavorare nella comunità di recupero per tossicodipendenti Mondo Nuovo. L’altra novità è l’incontro di Tuti con il protettore delle toghe rosse e capogruppo Ds Luciano Violante, fresco di “impronte digitali” sul caso Andreotti. Conoscendo e molto apprezzando il lavoro teatrale che Tutti sta svolgendo in carere da oltre un decennio, l’esponente diessino gli ha inviato un suo dramma esistenzialista ispirato al Qoelet, il più scettico e amaro dei libri biblici. Ne è venuta fuori una collaborazione singolare. Al punto che Tuti e i suoi amici del teatro carcere di Livorno metteranno in scena l’opera violantea. La prima? Forse già in occasione del prossimo Natale.
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