Le nuove Br e i partigiani
Il sangue dei vinti, l’ultimo libro di Giampaolo Pansa, vicedirettore de L’espresso, è in cima a tutte le classifiche di vendita. Narra le rappresaglie dei partigiani rossi contro i fascisti negli anni fra il 1943 e il 1947. In un passo dell’opera, Pansa scrive che i delitti dei partigiani gli ricordano quelli compiuti dalle Brigate rosse. Dice l’autore a Tempi: «Senza dubbio ci fu una continuità tra alcuni gruppi partigiani rossi e le Br. Il gruppo iniziale delle Br, il cosiddetto “gruppo dell’appartamento”, nato in Emilia-Romagna, ricevette il testimone da parte di quei nuclei di partigiani comunisti che non si accontentavano di come era finita la guerra e che tentarono la spallata». Oggi però «il clima che c’era negli anni ’70 e una certa area di consenso verso le battaglie brigatiste non c’è più. Certo, quei pesci piranha hanno la loro acqua in cui nuotano. Ed è un’area di sinistra, ma questo l’ho detto, l’ho scritto sempre. Io, non ho mai creduto alla storia che le Br fossero nere. Ma siamo pazzi?».
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