Infinito
Ci sono due modi per insegnare filosofia: si possono prendere i filosofi uno a uno oppure affrontare direttamente i maggiori temi della riflessione filosofica. In questo caso si può attingere dalle opere dei grandi del passato quel che serve a illuminare l’argomento in questione e si tralascia tutto il resto. Si predilige solitamente il primo metodo; ma anche la seconda modalità è ricca di suggestione. In attesa delle prossime letture pubbliche al Centro Culturale di Milano, il 19.11.2003 si possono apprezzare i testi del primo incontro dell’anno passato. Si legge che nelle Meditazioni sulla filosofia prima Cartesio riconosce anche la capacità della ragione di piegarsi a qualcosa di più grande di sé: «Si può conoscere che Dio è infinito e onnipotente, anche se, essendo la nostra anima finita, essa non può comprenderlo o concepirlo. Così possiamo effettivamente toccare con le mani una montagna, ma non abbracciarla come faremmo con un albero, o con qualsiasi altra cosa che non ecceda la misura delle nostre braccia: poiché comprendere significa abbracciare col pensiero, ma per sapere una cosa, basta toccarla col pensiero».
C. Esposito, G. Maddalena, P. Ponzio, M. Savini, Finito infinito, 98 pp. Edizioni di Pagina, euro 6.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!