Che fine fanno gli albanesi?

Di Tempi
27 Novembre 2003
Il nostro Paese, tra quelli europei, è vissuto dagli immigrati come uno dei più flessibili

Il nostro Paese, tra quelli europei, è vissuto dagli immigrati come uno dei più flessibili, meno “razzisti” e in cui è possibile vivere anche in “condizioni limite” senza tuttavia essere emarginati dalla società civile. è quanto emerge da una ricerca promossa da Assirm (Associazione tra Istituti di ricerche di mercato, sondaggi d’opinione, ricerca sociale), e presentata nel corso del convegno “Governare la società dell’incertezza” tenuto a Milano presso l’Unione del commercio il 20 novembre scorso. La ricerca di Assirm documenta che la storia comune alla grande maggioranza degli intervistati presenta un unico filo conduttore: arrivo in Italia con un visto turistico (tranne gli albanesi), permanenza in clandestinità, accettazione di lavori talvolta anche poco gratificanti, infine il contatto con italiani che hanno fornito loro un aiuto concreto. Per quanto attiene la religione, la ricerca Assirm evidenzia che essa «viene seguita senza alcuna difficoltà, anche se i momenti per la pratica si riducono notevolmente rispetto al passato. In particolare gli albanesi (per lo più di religione cristiana copta) hanno trovato chiese ortodosse in cui la Messa viene recitata nella loro lingua».

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