La vera guerra è al dubbio

Di Tempi
27 Novembre 2003
Paolo Conti, Monica e l’orsacchiotto nel recinto dei ricordi, Corriere della Sera, 18 novembre

Paolo Conti, Monica e l’orsacchiotto nel recinto dei ricordi, Corriere della Sera, 18 novembre.
«Monica aspetta un figlio da suo marito Andrea, carabiniere massacrato a Nassiriya».

Irak, bombe e morti a Kirkuk e Kerbala, Il Nuovo, 20 novembre.
«Un ordigno esplode all’interno di una scuola a Kerbala: 2 bambini uccisi. Esplosione a Kirkuk nei pressi della sede del partito Unione patriottica del Kurdistan: 4 morti».

Gian Micalessin, Tornano i Kamikaze a Istanbul: 27 morti, Il Giornale, 21 novembre.
«Al Qaeda colpisce in simultanea il consolato inglese e la sede della banca Hsbc. 27 morti e 450 feriti».

Lorenzo Cremonesi, Bagdad, fuoco contro i giornalisti occidentali, Corriere della Sera, 22 novembre.
Colpiti gli alberghi Palestine e Sheraton: le bombe erano messe su un carretto trainato da un asinello. La polizia irachena ha individuato vicino all’ambasciata italiana due analoghi carretti: uno con una ventina di razzi; l’altro con un grosso carico di esplosivo.

Lorenzo Cremonesi, Missile colpisce aereo civile. Paura nel cielo di Bagdad, Corriere della Sera, 23 novembre.
Un missile di fabbricazione sovietica ha colpito l’ala sinistra di un Airbus-300, utilizzato dalla compagnia internazionale di spedizioni Dhl, con 3 uomini di equipaggio. Riuscito l’atterraggio di emergenza.

Andrea Nicastro, Orrore a Mosul, sgozzati due soldati americani, Corriere della Sera, 24 novembre.
Due marines sono stati “finiti” dalla folla dopo che il loro jeeppone era stato centrato a colpi di fucile. Qualche testimone ha riferito che sarebbero stati sgozzati mentre erano in coda nel traffico.

Commento
Lutti ogni giorno e la paura come clima: è la guerra. I soldati resistono continuando a ricostruire ciò che è stato bombardato; la povera gente resiste perché difende casa propria. Noi – che non sentiamo l’allarme delle sirene, né camminiamo sulle macerie – possiamo aiutare tutti costoro a resistere, se innanzitutto resistiamo a non perdere la speranza: la speranza che Dio metta a posto tutto. Preghiera niente affatto banale visto che, essendoci pericolo dappertutto, tutto fa paura. A cominciare dai nostri pensieri, così spesso fermi a ciò che è luttuoso. «Voglia il Signore riscaldare i nostri cuori, donare speranza e serenità», ha detto il cardinale Ruini al funerale dei caduti di Nassiriya. Nella guerra al terrorismo, teniamo duro nella guerra al dubbio che Natale non esista.

In breve, dalla stampa – dal 17 al 24 novembre 2003

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