L’Heidegger de’ noantri
Per il posto di eurodeputato, Gianni Vattimo, “l’Heidegger” dei girotondini, è andato letteralmente “fuori dai gangheri”: a Torino gli hanno preferito l’ex fascinosa Mercedes Bresso, un tempo bella brunona di area repubblicana, consulente presso la Regione Lombardia degli esordi bassettiani. Ora invece semplicemente economista diessina. Il “filosofo furioso” sta facendo notizia su tutti i giornali “in”, come l’Unità dell’ex impiegato Fiat, Furio Colombo, e la pagina delle “Lettere al Corriere” di Paolo Mieli. All’Unità, il filosofo ha detto impietosamente, destinataria la compagna Mercedes: «Capirei non mi ricandidassero in favore di Immanuel Kant». Siccome i postcomunisti un Kant non ce l’hanno a disposizione, sono ripiegati sulla Bresso, la quale ha replicato che il filosofo ha dieci anni più di lei e che, tra Strasburgo e Bruxelles, non ha «combinato un tubo». Certamente questo dibattito, riportato dai giornali “in” dell’Italia della Seconda Repubblica, dà esattamente l’idea della “forza dell’opposizione”, della “capacità di alternativa”. Il Berlusca sarà un “nuovo ricco”, ma Vattimo non è neppure un “nouveau philosophe”.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!