Cristiani d’Egitto

Di Tempi
11 Dicembre 2003
Per non rischiare di vedersi rigettare all’istante la richiesta di autorizzazione alla costruzione di una chiesa...

Per non rischiare di vedersi rigettare all’istante la richiesta di autorizzazione alla costruzione di una chiesa, i cristiani egiziani devono prima adempiere a una decina di condizioni tra cui il rispetto di una distanza minima tra il nuovo edificio religioso e la moschea più vicina. Basterebbe, come succede spesso, che alcuni fanatici islamici pongano le fondamenta di una nuova moschea nella zona prescelta per veder interrompere tutto l’iter e condannare un luogo di culto cristiano già costruito a crollare per decrepitezza. In realtà, si ritiene che i due terzi (1000 su 1500) delle chiese egiziane siano state costruite senza autorizzazione. Nel 2000 una lite tra due commercianti, un copto e un musulmano, scoppiata nel villaggio di al-Kosheh, 440 chilometri a sud del Cairo, è degenerata in saccheggi e violenze che si sono successivamente propagati ai villaggi vicini provocando la morte di 25 persone, tutte cristiane. Al processo, le sentenze sono state miti: qualche anno di carcere per una novantina di imputati. Quasi come se l’assassinio di un cristiano non fosse un crimine.

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